Le Commedie
In un passato più o meno recente "sa meighina" veniva praticata, con diverse varianti, in ogni paese della Sardegna, per curare le malattie sconosciute o attribuite all'invidia, alle fatture e ai fluidi malefici del malocchio. Ancora oggi quando la scienza non può far nulla per curare determinate patologie si fa ricorso ad un miscuglio di medicina primitiva, empirica, magica e religiosa. Ma che cosa può accadere a chi non é disposto a credere agli effetti benefici de sa meighina e s’oju? Una risposta a questa domanda probabilmente non esiste. Resta la commedia interpretata da due fratelli di mezza età, Giommaria e Zuniari. Il primo crede al malocchio il secondo no. Giommaria ha lavorato per tanti anni in Francia, al suo rientro aspetta una liquidazione che non arriva mai e attribuisce la causa del ritardo al malocchio. Il fratello Zuniari non é disposto a credergli e soprattutto non intende più fargli credito in quanto Giommaria usa i suoi soldi per affogare nell’alcool le sue presunte disgrazie.
Dopo l'ennesimo diverbio Giommaria decide di tornare in Francia, Zuniari è contento ma presto subisce, senza volerlo, le conseguenze del malocchio. A causa dei debiti insoluti gli pignorano i mobili e come se non bastasse gli viene imposto di sposare Filumena che aspetta un figlio da Giommaria. I compagni di caccia implorano Zuniari affinché si faccia fare la medicina dell’occhio, ma Zuniari guidato dal suo scetticismo decide di cercare il fratello per eliminare Lui e la causa di tutte le sue disgrazie. La caccia all’uomo è vana! Al suo rientro Zuniari trova il fratello in casa. Vorrebbe abbatterlo come un cinghiale prima ancora che apra bocca. Giommaria mostra i soldi della liquidazione che ha percepito e Zuniari si calma. Giommaria racconta di essere stato sul punto di farla finita ma con la medicina dell’occhio ha risolto tutti i suoi problemi.
Ma il malocchio è sempre in giro e nel parapiglia finale Zuniari diventa la vittima predestinata della majarza!