Compagnia Teatrale Sa Cuvva


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Su Sònnu 'e Costantinu

Le Commedie

Costantino è un povero disgraziato che tenta di sopravvivere vendendo palloncini. Un giorno, rientra a casa e racconta alla moglie la sua ennesima disavventura. Una folata di vento forte gli ha strappato di mano i palloncini. Non ha incassato un soldo e non ha potuto comprare nulla da mangiare. La moglie rassegnata si corica. Costantino, seduto al centro della scena, manifesta il suo dolore esistenziale e si addormenta sulla sedia. La sua vita d’inferno si materializza positivamente nel sonno! Nel sogno Costantino stravolge il registro dell’inferno dantesco. Quel posto irreale diventa per lui un luogo ideale. Al proprietario di questa casa accogliente, calda, arredata con gusto e con un caminetto in ogni stanza Costantino intende rivolgersi per trovare un’occupazione. Aspetta l’arrivo di qualcuno e la casa si anima di diavoli affaccendati a preparare fuochi e pietanze d’ogni genere, Costantino tenta invano di farsi notare.

Di li a poco passano due Angeli e questi si accorgono della sua presenza. Il momento è delicato, gli angeli hanno appena rubato un maialetto dalla dispensa, hanno fretta di andarsene, ascoltano Costantino e lo inducono a mascherarsi per farsi ricevere dal padrone di casa che deve dare una festa. In realtà la festa in maschera è un pretesto per accogliere l’arrivo di tre nuovi dannati. Lucifero emette tre sentenze, si accorge dell’intruso e, considerato che l’arrivo di Costantino non è contemplato sul registro giornaliero, telefona in paradiso per avere ragguagli. Dopo un colorito diverbio con Pietropaolo, Lucifero tiene Costantino in prova e gli affida la responsabilità dell’inferno durante la sua assenza. Costantino, gongolante di gioia, tenta d’informare moglie. Purtroppo non riuscirà mai ad effettuare la telefonata. Personaggi ieratici e stravaganti rischiano di fargli perdere il posto. Una donna malvagia s’ innamora di lui e sentendosi rifiutata vuole trasformare Costantino in maiale da macello. Il sogno volge all’incubo. Dante e Virgilio capitano all’inferno per caso e interrompono il malefizio. Costantino si ritrova seduto sulla sedia e, quando sua moglie lo sveglia, ricorda, con tenerezza e rimpianto, il sogno come un’occasione mancata


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